Quali sono le previsioni e le principali tendenze di digital marketing del nuovo anno? Come riconoscerle? A chi affidarsi? Daremo delle risposte concrete alle domande che più affliggono i digital marketers (e non solo) che tendono a navigare in quel mare impervio dei social e del web.

Partiamo da una premessa. Per le piccole e medie imprese, così come per le grandi company internazionali, il 2023 sarà un anno in cui bisognerà essere ancor di più focalizzati sui propri obiettivi aziendali. Gli strascichi della pandemia, le varie crisi politiche e l’incertezza economica renderanno le vostre sfide ancora più complicate, ma non per questo impossibili.

Avere una linea guida da seguire, quindi, potrebbe servirvi a tenere ben saldo il timone della vostra barca per riuscire, finalmente, a superare la tempesta in atto. Non vi resta che mettervi comodi e passare i prossimi 5 minuti focalizzato sulla lettura di questo articolo che, come detto, riporterà le principali tendenze e le previsioni nell’ambito del digital marketing secondo i leader di Google.

Digital marketing 2023: inclusività al primo posto

Stando ai trend degli ultimi anni e alle ultime rilevazioni nazionale ed internazionali, sono due i temi (su tutti) che maggiormente stanno a cuore della generazione Z. Inclusività sociale e sostenibilità ambientale. Temi che non fanno ormai più notizia, ma che mai come in questo momento storico sono determinanti nelle vostre scelte di business. A differenza delle generazioni precedenti, infatti, la gen Z tende ad informarsi anche sul background e sugli ideali etici e morali delle aziende a cui è interessata.

Secondo la Senior Director of Marketing, Brand and Reputation di Google U.K., Nishma Robb già negli ultimi anni “Il settore pubblicitario si è concentrato molto su una rappresentazione più inclusiva in ambito creativo”. Le previsioni per il 2023 vedranno questa tendenza estendersi anche ai media. L’obiettivo è quello che le persone non solo percepiscano affinità con i brand. Ma che l’esperienza (che sia un acquisto, la fruizione di un contenuto etc) si svolga in ambienti a loro familiari. Nel 2023, secondo Nishma Robb, i brand “dovranno valutare se il mix di canali e publisher raggiunga l’ampiezza del pubblico previsto ed esaminare eventuali pregiudizi nelle esclusioni di parole chiave e argomenti. Importante sarà considerare anche quale azione affermativa può essere intrapresa per supportare in modo autentico le voci e le comunità sottorappresentate“. In parole povere, negli annunci e nelle inserzioni delle vostre aziende, dovrete essere molto più attenti ai temi da trattare e sopratutto agli ideali e alle battaglie da sposare.

Sostenibilità ambientale, ora e subito

Per quanto riguarda il tema della sostenibilità, invece, i consumatori vorranno sempre di più che i brand li aiutino a rendere le proprie scelte sostenibili più gestibili. La Google Director of Creative Works in Europa, Medio Oriente ed Africa Mailine Swildens, spiega questa questione in modo inequivocabile. I consumatori “Si aspettano che le organizzazioni intensifichino il loro impatto sulla società e mantengano le promesse quando passano all’azione. In risposta, vediamo che i brand passano dal semplice cercare di ridurre al minimo il proprio impatto ambientale a concentrarsi su uno scopo di più ampio respiro. Stanno (i brand ndr) assumendo un ruolo più attivo per evidenziare cause importanti e ispirare l’azione“.

Questo tipo di atteggiamento da parte dei brand, sia anche per semplici questioni di mercato, è comunque un netto passo in avanti rispetto al passato. Un atteggiamento che ha reso il “purpose-washing” immediatamente riconoscibile, creando una sorta di “isolazionismo” per quei brand che ancora pensano di poter buttare fumo negli occhi alla propria audience. Secondo la Swildens, infatti, “L’impegno per le cause deve essere autentico, a lungo termine e rafforzato da azioni che vanno oltre le parole“.

La privacy non sarà più un optional

Nel 2023 la questione dei dati degli utenti, e della loro gestione, sarà sempre più al centro del dibattito per le aziende. Dopo anni di scandali, infatti, le “Esperienze di privacy” sono diventate un elemento decisivo per gli utenti. Questo è il risultato di un sondaggio condotto su oltre 20.000 persone in Europa di cui Matt Brittin, Presidente di Europa, Medio Oriente ed Africa per Google, si è occupato.

Da questo sondaggio è venuto fuori che “quando i brand rispettano la privacy del pubblico, i loro annunci hanno un rendimento migliore. […] Abbiamo scoperto che le esperienze di privacy incidono sulla fiducia degli utenti. Siamo rimasti sorpresi nell’apprendere quanto possa essere dannosa una cattiva esperienza di privacy online. I consumatori considerano le cattive esperienze sulla privacy dannose quasi quanto un furto dei loro dati. È sufficiente per far passare il 43% di loro a un altro brand“.

Nel 2023 – conclude Matt Brittin – assicurati (tu brand ndr) di fornire ai clienti tutto il necessario perché siano e si sentano in controllo dei propri dati. Quando manca loro il controllo sui propri dati, le persone diventano scettiche nei confronti del marketing digitale” e quindi della vostra azienda.

Punta tutto sulla generazione Z

Se gli ultimi anni ci hanno insegnato qualcosa nell’ambito del digital marketing, è che la generazione Z ha preso definitivamente le redini del mercato. Diventando protagonista indiscussa di tutte le scelte strategiche dei brand. Come si è arrivati a questo cambiamento repentino? Secondo la Google Director of Creative Works in Europa, Medio Oriente ed Africa Julia Hoffmann si tratta di una pure questione “biologica”.

La generazione Z – infatti – è la prima ad essere completamente cresciuta con Internet e il modo in cui naviga e interagisce online è in continua evoluzione. Le piattaforme più rilevanti per questa generazione oggi sono quelle dinamiche e con contenuti altamente visivi“. Inoltre, come accennato in precedenza, “La generazione Z esprime preferenze rispetto ai luoghi e ai modi in cui vuole impegnarsi e lo fa con la sua presenza nelle occasioni più importanti per lei“. Nel 2023, quindi, quei brand che ancora si ostineranno a portare questa fetta di pubblico nel proprio mondo, e non viceversa, saranno presto sostituiti da una concorrenza più attenda ai loro bisogni insoddisfatti di pertinenza e autenticità.

Realtà aumentata: potrebbe essere l’anno della consacrazione?

Sebbene se ne parli ormai da diversi anni, il 2023 potrebbe realmente essere l’anno della consacrazione della realtà aumentata. O, perlomeno, è quello che si aspetta che accada la Global Marketing Director of Commerce Google Stephanie Horton. La pandemia, infatti, ha accentuato l’importanza per i brand di essere innovati anche, e sopratutto, negli ambienti offline. Come fare? Sfruttando la realtà aumentata.

La realtà aumentata (AR) e altre esperienze immersive – spiega la Horton – sono diventate fondamentali per raggiungere questo obiettivo. L’aumento dell’uso della tecnologia AR significa inoltre che nel 2023 si diffonderà sempre più la domanda di esperienze coinvolgenti da parte dei consumatori. In effetti, le previsioni indicano che più di un terzo della generazione Z farà acquisti con l’AR entro il 2025“.

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